ANTICA DIOCESI DI VEROLI

Restauro delle preziose vedute di Veroli

Diocesi Frosinone Veroli Ferentino Imprenditorialità sociale Dicembre 11, 2022 at 6:57 pm
€20.00
Risorse necessarie €35000
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Progetto Finisce il 30 June 2023
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SOSTIENI IL RESTAURO DELLE VEDUTE DELL’ANTICA DIOCESI DI VEROLI

L’obiettivo di questa campagna di raccolta fondi è il recupero delle vedute dell’Antica Diocesi di Veroli, delle vere e rare opere d’arte, che si trovano nella Sala del Trono e nel corridoio dei Comuni del Palazzo Episcopale di Veroli: nella Sala del Trono si conservano tre raffigurazioni del centro storico di Veroli, mentre nel corridoio ci sono le vedute dei paesi che componevano la Diocesi di Veroli nel XIX secolo, tutte in cattivo o precario stato di conservazione, purtroppo. Queste pitture rivestono un’importanza storica eccezionale, poiché sono delle rare testimonianze di iconografia storica del territorio realizzate con fedele intento documentario: paesi, frazioni e monumenti appaiono nel loro aspetto ottocentesco, consentendo di osservare, in confronto al presente, le grandi trasformazioni architettoniche e urbanistiche o, al contrario, la conservazione dell’antica bellezza. Se il territorio di Veroli è protagonista, nondimeno la veduta di Frosinone è di grandissima importanza storica per comprendere l’assetto della città ottocentesca, oggi alterato dalle trasformazioni del secolo successivo.

frosinone 01

Attraverso il recupero di queste testimonianze figurative si conserverà la preziosa memoria del nostro passato e del nostro paesaggio, per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto! 

L’attuale palazzo episcopale, o Episcopio, sorge accanto alla chiesa di S. Andrea Apostolo, antica Cattedrale della Diocesi di Veroli, a due passi dal seminario e dalla basilica patronale di S. Maria Salome. Delle antiche vestigia medievali nell’episcopio di Veroli, resta ben poco e per lo più visibili negli ambienti inferiori, rimasti senza intonaco. Dopo un periodo di abbandono nel basso medioevo, dovuto per lo più all’usanza di alcuni Vescovi di abitare, quando erano presenti in diocesi, nel Castello di S. Angelo in Villa, il Vescovo Ennio Filonardi nella prima metà del ‘500, volle ricostruire quasi dalle fondamenta il palazzo urbano assegnandovi un nuovo assetto e una nuova impronta architettonica. Dal cortile d’ingresso si accede al piano nobile attraverso la scalinata. Ci si ritrova nell’ambiente più grande del palazzo, comunemente definito “Sala del Trono”, con l’attigua cappella privata. Passando per il “Corridoio dei Comuni”, si accedeva un tempo alle sale di anticamera e allo studio privato del vescovo. La Sala del Trono, o Sala delle udienze, ricorda al visitatore la serie dei vescovi che si sono succeduti sulla sede verolana attraverso una serie di medaglioni dipinti su parete: dal leggendario Mauro, consacrato vescovo direttamente dall’apostolo Pietro nel suo passaggio in Veroli, fino a Mons. Marafini (1964-1973) ultimo vescovo che ha avuto Veroli come residenza. Oltre ai ritratti episcopali, autentici o di fantasia, troviamo ancora tre vedute ottocentesche del centro storico di Veroli che ci consentono di notare le modeste alterazioni di un centro storico sempre affascinante con il passare del tempo: la piazza principale con la cattedrale e il palazzo comunale, il Seminario con la facciata della basilica di S. Salome e il Santuario mariano dell’Olivella. Molti verolani ancora oggi ricordano la sala per avervi ricevuto la Cresima.

La mancanza di documentazione certa non ci permette di assegnare dei nomi agli artisti che progettarono e iniziarono la decorazione, per i quali sono stati ipotizzati anche nomi importanti. Tuttavia si può assegnare quantomeno la realizzazione del progetto agli artisti locali che vedono in Giacomo e Raffaele Mango e in Fortunato e Vincenzo Iannozzi gli esponenti più noti dalla metà del Settecento alla metà dell’Ottocento.

Il Corridoio detto “dei Comuni” presenta una serie di vedute dei paesi e città che costituivano la diocesi di Veroli, commissionato dal vescovo Mariano Venturi nella metà dell’Ottocento ed eseguito da Vincenzo Iannozzi nel 1854, come si legge nella dedica al vescovo, che tuttavia non riuscì a vedere ultimata l’opera. Tale corridoio fu ricavato dalla vecchia sala detta dei Comuni (in origine con dipinti seicenteschi, di cui resta riconoscibile solo una parziale e molto rovinata veduta di Ceprano), volendo il vescovo uno studiolo più piccolo per l’inverno. L’intero complesso decorativo assegna maggiore importanza a Veroli, quale sede episcopale, a cui sono dunque dedicate sia le tre vedute nella Sala del trono sia la veduta di maggiori dimensioni, con la firma dell’autore, nel Corridoio dei Comuni.

veduta piazza di Veroli 02

Per ridare nuova vita a queste importanti opere d’arte per il territorio abbiamo bisogno di 35.000,00 euro e purtroppo da soli non riusciamo a portare a termine tutta l’operazione, insieme, con un piccolo contributo per ciascuno invece, assolutamente si!

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Mai come in questo momento difficile che stiamo attraversando da un punto di vista economico, sostenere e mantenere il restauro di un’opera così importante e purtroppo poco conosciuta, assume un significato di grandissima importanza. Anche quando le urgenze che ci chiamano a intervenire sono tante, anzi troppe, ha sempre senso aiutare la cultura italiana e in particolare del nostro territorio perchè è proprio la cultura con la sua bellezza, gli eventi e i luoghi speciali che incentiva i turisti a visitare il nostro bellissimo Paese. Partecipa quindi alla nostra campagna di raccolta fondi per sostenere il restauro delle vedute dell’ antica Diocesi di Veroli. 

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